La legge “Disposizioni in materia di parità di trattamento, non discriminazione e garanzia del diritto all’oblio delle persone guarite da patologie oncologiche”, che aveva ricevuto l’approvazione della Camera il 3 agosto scorso, è stata definitivamente approvata all’unanimità dal Senato il 5 dicembre 2023[1].
La legge prevede che le persone guarite da un tumore non dovranno più dichiarare la propria malattia in determinate circostanze. In particolare è previsto che le persone guarite da una neoplasia siano considerate clinicamente guarite trascorsi 10 anni dal termine delle cure in assenza di recidiva. Per i pazienti di età inferiore a 21 anni il periodo di guarigione clinica è ridotto a 5 anni.
Il numero dei cittadini interessati dalla nuova legge è consistente dal momento che in Italia nel 2022 circa 6 persone su 10 (il 59,4% degli uomini ed il 65% delle donne) restano in vita dopo cinque anni da una diagnosi di tumore e, a seconda del tipo di neoplasia, talvolta si trovano in una condizione di remissione completa della malattia[2]. Si stima che il numero riguardi circa 1 milione di persone.
La normativa, che si applica a molteplici settori[3], è importante perché contribuirà all’eliminazione di forme di discriminazioni o di disparità di trattamento che si verificano quando ad esempio una persona guarita dal tumore si vede negare un finanziamento o la stipula di un contratto assicurativo a motivo delle condizioni di salute.
La nuova legge interviene anche sulla legge 4 maggio 1983 n. 184 modificando i criteri che consentono alle persone di ricevere in adozione o in affidamento un minore. Infatti la novella prevede che le indagini relative allo stato di salute di coloro che intendono adottare non possono avere ad oggetto patologie oncologiche trascorsi dieci anni dalla fine del trattamento terapeutico.
Con l’approvazione di questa legge l’Italia ha tra l’altro dato seguito alla risoluzione del Parlamento Europeo del 16 febbraio 2022 (“Rafforzare l’Europa nella lotta contro il cancro”) che mira a promuovere la permanenza sul lavoro dei guariti al cancro, il loro reinserimento nelle attività sociali e nel mercato del lavoro e che invita tutte le nazioni europee a garantire il diritto all’oblio 10 anni (5 anni) dopo la fine dei trattamenti, entro il 2025, come hanno fatto anche Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Portogallo Spagna e Romania.
[1] www.ilsole24ore.com/art/via-libera-definitivo-nuova-legge-sull-oblio-oncologico-AFvwBgvB
[2] www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/lo-sai-che/lo-sai-che-ci-sono-milioni-di-persone-guarite-dal-cancro-nel-mondo
[3] La legge riguarda la partecipazione a concorsi pubblici, assunzioni di lavoro, l’accesso a servizi bancari e finanziari, la stipula di contratti assicurativi, l’accesso a prestazioni sanitarie e la tutela legale, i requisiti per l’adozione.
