Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38162/2022, ribadiscono che la maternità surrogata è sempre da considerarsi lesiva della dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane.
Il curatore speciale del minore dopo la riforma
La riforma del processo civile ha dato risalto alla figura del curatore speciale del minore, in attuazione di quanto previsto dalle convenzioni internazionali in materia. Diversi sono tuttavia i quesiti che sono già stati sollevati da avvocati e magistrati in ordine ad alcune questioni pratiche, fra cui la disciplina dei poteri sostanziali attribuiti al curatore speciale del minore e della relativa responsabilità o, ancora, le modalità di corresponsione del compenso per l’attività svolta. Altro aspetto non disciplinato dalla riforma – e tutt’altro che marginale ‒ è quello relativo alla formazione dei curatori.
Allarme per la dispersione scolastica in Italia
La dispersione scolastica è un problema grave e dovrebbe interessare tutti: il precoce abbandono degli studi e l’insufficiente preparazione dei giovani all’esito del percorso di formazione hanno ripercussioni negative sull’intera collettività, sia in termini di maggiori costi sociali – si pensi alle risorse per il sostegno di coloro che non riescono a trovare lavoro e a quelle per fronteggiare la criminalità -, sia in termini di mancato benessere dovuto all’emarginazione sociale e al disagio connessi a una inadeguata formazione.
L’avvocato che si occupa di famiglia e di minori
Nel giugno 2022 sono state formulate particolari raccomandazioni per gli avvocati nominati curatori speciali dei minori. Più in generale, chi tratta questa materia deve osservare con diligenza peculiare le norme deontologiche forensi, per la delicatezza dei rapporti che è chiamato a salvaguardare. È richiesta inoltre un’adeguata competenza multidisciplinare e la capacità di non lasciarsi coinvolgere emotivamente dalle vicende che tratta.
Registro della bigenitorialità: buone intenzioni, esiti dubbi
Negli ultimi anni in alcuni Comuni italiani è stato adottato il c.d. “Registro della bigenitorialità”, con lo scopo di dare attuazione pratica al principio di bigenitorialità sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. È positivo il fatto che si sia voluto dare una risposta alle domande di aiuto di genitori separati, che lamentano difficoltà nell’avere informazioni riguardo ai figli a causa della mancata collaborazione da parte dei genitori collocatari. Ma una verifica oggettiva, che vada oltre le intenzioni, fa dubitare che il registro sia uno strumento adeguato alla effettiva tutela dei minori.
Social network, shareting e baby influencer: quali tutele per i minori?
Internet rappresenta certamente un’importante risorsa, sia come canale di informazione che come strumento di socializzazione. Non vanno però mai sottovalutati i pericoli che si celano nel mondo virtuale e in particolare quelli a cui possono essere esposti bambini ed adolescenti, talvolta anche a causa di cattive abitudini dei genitori.






